Un’aula che si trasforma in laboratorio creativo, bambini protagonisti attivi e un obiettivo fondamentale: costruire consapevolezza ambientale fin dalla scuola primaria. È quanto accaduto durante il progetto di educazione ambientale “Green Tour”, proposto ai bambini di 5A e 5B della scuola primaria “IV Novembre”, ideato da ScenikaLab (Laboratori di Teatro Pedagogico) e sostenuto dall’azienda Service 24 Ambiente, dedicato alla raccolta differenziata e al riciclo.
Gli obiettivi del percorso si sono focalizzati su:
- sviluppare comportamenti responsabili verso l’ambiente;
- comprendere la differenza tra riciclo e riutilizzo;
- riconoscere materiali riciclabili e non;
- favorire collaborazione e partecipazione.
Attività di presentazione.
L’incontro si è aperto con un’attività di presentazione originale e coinvolgente: ogni bambino, oltre a dire il proprio nome, ha mimato qualcosa che lo rappresentasse. «Mi chiamo Riccardo e mi piace giocare a calcio», ha detto un alunno accompagnando le parole con il movimento delle gambe come per calciare un pallone. Un modo efficace per rompere il ghiaccio, valorizzare le individualità e favorire un clima sereno e partecipativo.
Gioco della zattera.
A seguire è stato proposto il gioco della “zattera”: i bambini si sono mossi liberamente nello spazio dell’aula con l’obiettivo di occuparlo tutto, evitando di concentrarsi in punti ristretti. L’attività, apparentemente semplice, ha stimolato l’osservazione e l’attenzione agli altri e la riflessione sulla gestione dello spazio condiviso.
Lettura e ricostruzione guidata di una storia.
Momento centrale dell’incontro è stata la lettura di alcune pagine del libro “Il regno di Riciclò” di Catia Gobbo, una fiaba ecologica che racconta la trasformazione di un paese poco attento all’ambiente in una realtà virtuosa, basata sull’economia circolare. Protagonisti del cambiamento sono proprio i bambini, guidati da Re Riciclò e da personaggi fantastici. La storia, pensata come azione concreta per promuovere un futuro più sostenibile, ha coinvolto gli alunni, che hanno partecipato attivamente alla ricostruzione della storia ascoltata attraverso domande guida.
Differenza tra riciclo e riuso.
Gli alunni sono stati guidati a riflettere e comprendere la differenza tra riciclo e riuso, due strategie fondamentali per ridurre i rifiuti. Hanno compreso che il riciclo richiede la trasformazione dei materiali per ottenere nuovi prodotti, mentre il riuso consiste nel dare una seconda vita allo stesso oggetto, spesso con uno scopo anche diverso da quello originale, evitando così di produrre nuovi rifiuti.
In sintesi: il riciclo trasforma i materiali, il riuso prolunga la vita degli oggetti cambiandone a volte anche la funzione.
Osservare per imparare la differenza tra riciclo e riuso: l’aula come laboratorio.
Un momento particolarmente significativo è stato dedicato all’osservazione dell’ambiente: i bambini sono stati invitati a “scansionare” l’aula con uno sguardo attento, come piccoli esploratori, per individuare oggetti comuni o specifici.
Per ogni oggetto individuato (bottiglie, scatole, fogli, contenitori…), gli alunni hanno provato a immaginare un possibile riutilizzo. Non si trattava solo di riconoscere l’oggetto, ma di attribuirgli una nuova funzione: una bottiglia poteva diventare un vaso, una scatola un contenitore per giochi, un barattolo un portapenne. 
Questa attività ha stimolato il pensiero creativo, la capacità di problem solving e la consapevolezza del valore degli oggetti.
«Questa scatola può diventare una casa per i miei pupazzi!», «Non è un rifiuto, può servire ancora!» … hanno commentato i bambini.
Imparare muovendosi: il gioco delle domande con flashcards
Grande coinvolgimento ha suscitato anche l’attività motoria con le flashcards. Sul pavimento dell’aula sono state disposte diverse carte con possibili risposte:
- Sì / No.
- Mai / Sempre / Qualche volta / Non mi ricordo.
- Numeri (1-5) per esprimere un giudizio.
- 20 / 50 / 100 per riflettere sui tempi di degradazione di un rifiuto.
L’esperto ha posto domande legate alle abitudini e alle conoscenze ambientali, ad esempio:
- Con quale frequenza tu e la tua famiglia fate la raccolta differenziata?
- Fate la raccolta differenziata delle pile?
- Quanto è utile la raccolta differenziata?
- I rifiuti sono tutti uguali?
- Tutti i rifiuti si possono riciclare?
- Quanto tempo impiega per degradarsi una bottiglia di plastica dispersa nell’ambiente?
I bambini non rispondevano a voce, ma scegliendo fisicamente la risposta, spostandosi vicino alla carta corrispondente. Questo ha trasformato la riflessione in un’esperienza attiva e coinvolgente.
Dopo ogni scelta, si apriva un breve confronto:
- i bambini spiegavano il motivo della loro posizione;
- l’esperto chiariva eventuali dubbi (ad esempio sui materiali non riciclabili).
Particolarmente efficace è stata la domanda sui tempi di degradazione della plastica: molti alunni, inizialmente incerti, hanno scoperto con sorpresa quanto a lungo i rifiuti possano rimanere nell’ambiente.
«Pensavo molto meno…, invece, ci vogliono tantissimi anni!»
Gioco del Mago Sprecone.
Grande entusiasmo ha suscitato anche il gioco del Mago Sprecone, un personaggio provocatorio, interpretato da un bambino che, indossando una maschera verde, proponeva azioni scorrette dal punto di vista ecologico, come abbandonare rifiuti o non differenziare. I compagni, prontamente, rispondevano in coro con un deciso “NO!”, dimostrando consapevolezza ecologica.
Fase conclusiva.
Il laboratorio si è concluso con una fase pratica e creativa: utilizzando materiali di recupero, i bambini, divisi in gruppi, hanno progettato e realizzato nuovi oggetti. Tra le creazioni: un vulcano, una lampada, una borsa e un personaggio fantastico. «È bello costruire qualcosa invece di buttare via!» ha detto un’alunna con entusiasmo.
Le voci dei bambini.
«Mi è piaciuto dire no al Mago Sprecone!»
«Adesso voglio fare meglio la raccolta a casa.»
«Possiamo costruire tante cose senza buttare via niente!»
Punti di forza dell’esperienza.
Il format “Green Tour” è stato molto più di un laboratorio di educazione ambientale.
Ha rappresentato un’esperienza …
- coinvolgente e interattiva per i bambini, perché educare alla sostenibilità significa costruire il futuro partendo dai più piccoli;
- divertente perché ha saputo unire gioco, apprendimento e creatività, contribuendo a formare cittadini più consapevoli, attenti e responsabili verso il mondo che li circonda

- significativa perché ha dimostrato come educare al rispetto dell’ambiente possa avvenire attraverso azioni, semplici, concrete, coinvolgenti, efficaci e formative.
Seminare oggi piccoli gesti consapevoli significa coltivare cittadini responsabili per il futuro del nostro pianeta.
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